Igiene Orale

Guida alla scelta del dentifricio

Il dentifricio, insieme allo spazzolino, è finalizzato alla pulizia e alla salute dei denti.

La definizione di dentifricio riporta, infatti, “sostanze o combinazioni di sostanze di derivazione cosmetica appositamente approntate per la popolazione per pulire le superfici accessibili dei denti”.

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Settembre 2023

Cosa contiene il dentifricio?

Tradizionalmente il dentifricio si presenta come una crema (detta anche pasta dentifricia) ma viene commercializzato anche in forma di gel o con composizioni miste. Ma cosa contiene esattamente il dentifricio?

dentifricio su spazzolino

I principali componenti di una pasta base dentifricia sono:

  • umettanti quali glicerina e polisaccaridi. Regolano la viscosità della formulazione e le conferiscono un aspetto gradevole, prevenendo inoltre la degradazione microbica;
  • leganti come silice, gomme, derivati della cellulosa e polimeri. Stabilizzano la preparazione durante il tempo di conservazione, influenzando l’azione delle sostanze attive, la durata di conservazione e le proprietà organolettiche;
  • abrasivi di diverso tipo: silice, allumina, carbonati e fosfati, resine acriliche, solfato di calcio, idrossido di magnesio. Hanno la funzione fondamentale di rimuovere detriti e placca ed eliminare eventuali pigmentazioni lievi e transitorie dai denti senza arrecare danni a denti e gengive. Esistono degli appositi indici di abrasività per un utilizzo mirato di un prodotto: ad esempio un soggetto con cemento o dentina esposte o in cura dentale dovrebbe orientarsi su dentifrici a bassa abrasività;
  • surfattanti che possono essere di tre tipi: anionici (azione schiumogena, emulsionante, antibatterica), cationici (azione antibatterica), non ionici (dispersione degli aromatizzanti);
  • aromatizzanti come gli olii essenziali (menta, cinnamomo…), edulcoranti (sorbitolo, mannitolo, xilitolo il quale possiede anche proprietà acariogene) e coloranti: rendono gradevole il gusto e il colore del dentifricio e rinfrescano la bocca.

A tali sostanze possono poi essere aggiunti uno o più componenti funzionali dotati di specifiche attività. La presenza o meno di uno o più di questi componenti permette di offrire vantaggi specifici, oltre alla pulizia dei denti.

Tipologie di dentifricio

DENTIFRICI AL FLUORO

Il fluoro è il principale agente mineralizzante presente in natura e svolge un’azione sia sullo smalto in formazione, tramite assunzione orale (prima dell’eruzione dentaria), che sui denti già spuntati mediante applicazione locale.

Il fluoro interagisce col processo carioso a 3 livelli:

  • diminuisce l’adesione dei batteri al dente
  • ha attività batteriostatica
  • dopo l’attacco acido concorre a remineralizzare lo smalto.

DENTIFRICI ANTIPLACCA E ANTISETTICI

A base di agenti ossigenanti come perossidi e perborati: questi dentifrici possiedono una certa attività antibatterica, ma vanno assunti nelle giuste quantità e solo per un periodo di tempo limitato.

Sali metallici (cloruri o citrati di zinco, rame e stagno) con attività antibatterica, effetto chelante sul tartaro e proprietà astringenti. Hanno sapore metallico e non possono essere utilizzati in combinazione con la clorexidina.

DENTIFRICI DESENSIBILIZZANTI (per denti e gengive sensibili)

Le sostanze desensibilizzanti agiscono sui tubuli di dentina scoperta tramite deposizione di sostanze mineralizzate. I più utilizzati sono: cloruro di stronzio, citrato di sodio, nitrato di potassio, fluoruro stannoso concentrato. I gel al fluoro, oltre che per la prevenzione della carie, sono utili per l’ipersensibilità dentale.

DENTIFRICI ANTITARTARO

I prodotti antitartaro hanno azione fisica (abrasiva) e chimica (chelante), allo scopo di impedire la precipitazione dei sali di calcio sulla placca. A questo scopo vengono utilizzati principalmente abrasivi e pirofosfati.

DENTIFRICI SBIANCANTI

I prodotti sbiancanti sono composti da diversi ingredienti: perossido di carbamide/perossido di idrogeno, licheni combinati a sali fluoridrici, Aloe vera, argilla bianca, sali minerali attivi e bicarbonato o altre sostanze abrasive (silice, resine…). I più recenti si basano sull’azione combinata di tetrapotassio e sodio sorbitolo.

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